Powerbook 12 Redivivo!!!

September 10th, 2012

Stamattina colto da un attimo di ispirazione, ho voluto fare un ultimo tentativo con il PowerBook 12”

Collegata scheda madre, scheda di alimentazione, altoparlanti , posizionata la RAM e collegato lo schermo LCD.
Ho cortocircuitato il connettore del pulsante di accensione e …

prima si è sentito il classico suono di accensione… poi ho visto quella bellissima icona sullo schermo. FUNZIONA.

Ecco un altro portatile per il programma SalvaUnG4

Ora mi tocca rimontarlo tutto. Sarà un bel match. E dovrò recuperare il tasto usato per il 15 pollici.

… PS mi sa che prima o poi mia moglie mi farà vendere qualcosa….

PS2 è in arrivo anche un iBook Clamshell !!!! e poi forse altro

ed ecco il video del “tear-Up”.

[youtube video=’ZW-6bq4fEzQ’]

Sostituzione Superdrive PowerBook G4 15”

September 8th, 2012

Le operazioni di rirpistino del PowerBook 15 pollici sono terminate: ho aumentato la RAM ad 1Gb e installato Leopard e iLife06. Infine ho dato una bella pulita a tastiera e case con lo scottex+chanteclaire (evitando lo schermo LCD, per pulirlo meglio usare qualcosa di più morbido).

Ho utilizzato un cacciavite philips 00 a stella, una torx t6 per le viti frontali e plug di plastica molto usati da chi smonta gli iPhone.

Per sostituire il masterizzatore ecco una breve guida:

  • Togliere la batteria, le RAM e il relativo pannello.
  • Svitare le viti segnate sul pannello inferiore e metterle ordinatamente da parte.
  • Svitare le due viti nel vano RAM
  • Svitare le viti nel vano batteria

;

Girare il portatile ed togliere le viti laterali sul lato destro e sinistro (vedi segni rossi); per le viti posteriori (di fianco alla cerniera dello schermo) bastano svitare le 2 viti superiori.

Per le 2 viti superiori (cerchio rosso) usare la torx.

Per rimuovere la tastiera fare molta attenzione.!!!! E la parte più complessa. Se non si fa molta attenzione si rischia di rovinare sia il bottom case che le piattine di connessione.

Iniziare a sollevare la parte della tastiera più vicina allo schermo e proseguire da entrambi i lati verso il basso. Arrivati all’unità ottica fermarsi.

A sinistra dello slot del lettore è presente una linguetta che va tirata verso di se: il service manual Apple consiglia di usare uno strumento ad uncino passando dalla fessura del lettore (difficile e si va un po’ a caso), inoltre se si fa troppa leva sul case si rischia di deformarlo.

iFixit propone invece un’altra modalità di sblocco, forse più semplice ma che non ho provato personalmente.

Una volta staccato tutto il bordo, sollevare la tastiera verso lo schermo e scollegare le due piattine.

Eccoci davanti a PB aperto.

 

 

In verde c’è la batteria di backup, che va staccata e sconnessa.

E’ necessario rimuovere il fermo tra il masterizzatore e il disco fisso (le 4 viti segnate in rosso), sollevare con i soliti tool di plastica il connettore del masterizzatore ( la parte nera in alto a sinistra dell’unità). Sollevare l’unità ottica dalla parte posteriore.

A questo punto vanno rimosse le guide dell’unità e posizionate sul nuovo lettore.

Spero di essere stato in qualche modo utile, ovviamente non mi ritengo responsabile di eventuali danni che  potreste causare seguendo questa guida.  😀

 

 

Adotta anche tu un G4

September 6th, 2012

Oggi ho recuperato un Powerbook 15” G4 512 mb, 80gb disco, fw800

Difetti riscontrati:
– manca il tasto N
– il masterizzatore non funziona bene (infatti lette i CDROM ma non i DVD)
– necessaria una pulizia completa (tastiera, case)
– alimentatore un po’ ballerino
– qualche ammaccatura sul top case di fianco alla mela.

Ho recuperato il tasto N dalla tastiera di un powerbook 12” che non sono riuscito a ripristinare.
Domani sostituirò l’attuale lettore UJ-825 con un UJ-815 sperando che siano compatibili.

Pulizia con lo sgrassatore chanteclaire.

Upgrade previsti:
– aumentare la RAM
– decidere se usare Tiger o Leopard

Che bella la tastiera retroilluminata.

Nuova vita al macbook late 2006

August 29th, 2012

Mi è capitato per le mani un altro macbook con queste caratteristiche:
– Macbook 2,1 Intel Core 2 Duo 1,83 GHz
– 1 Gb RAM
– HD 60 Gb 5400 rpm SATA
– senza batteria e senza alimentatore

Ho ordinato su Amazon l’alimentatore da 60W e una batteria compatibile; per migliorare le prestazioni ho aggiunto 2Gb RAM sodimm DDR2 667 MHz e un disco SSD OCZ Agility 3 da 60 Gb.

Il firmware del disco non era l’ultima versione (2.22) per cui ho provveduto ad aggiornarlo seguendo le istruzioni del sito OCZ.

Sistema operativo installato: Snow Leopard 10.6.8 + trim enabler. Nel caso in cui il boot fosse lento (1 o 2 min) eseguire un reset della pram.

Le prestazioni:
– boot: meno di 30 s.
– shutdown: 3 s.

Preso SSD

June 13th, 2012

Preso. Ho ordinato l’agility di OCZ SSD da 60 Gb per il macbook 2,1: a solo 63 euro era una bella tentazione. Vediamo di ridare una nuova vita al biancone !!!!
Preparata la chiavetta USB per installare Lion e domani sera se mi consegnano il pacchetto si procede.

Edit (14/06)
Come volevasi dimostrare, niente SSD. Per qualche strano motivo che solo SDA conosce, il mio pacchetto è finito a Ferrara, quando si trovava già a 2 passi da Milano. Mah.

Update – 15/06
Il disco è arrivato, sostituito in poco meno di dieci minuti. Purtroppo la chiavetta di avvio che avevo preparato non funzionava, per cui ho dovuto prima installare Snow leopard. :-(

I tempi di avvio sono eccezionali!!!!

Preso dalla foga e dai prezzi ho ordinato anche un Vertex 3 da 120Gb, che puo’ vantare un migliore Garbage collector.

Una buona offerta è anche il Samsung qui sotto, facendo attenzione che è solo SATA2


[iframe src=”http://rcm-it.amazon.it/e/cm?lt1=_blank&bc1=000000&IS2=1&bg1=FFFFFF&fc1=000000&lc1=0000FF&t=ac20blo-21&o=29&p=8&l=as4&m=amazon&f=ifr&ref=ss_til&asins=B004Z0S6RU” width=”121px” height=”241px” scrolling=”no” marginwidth=”0″ marginheight=”0″ frameborder=”0″ ] [iframe src=”http://rcm-it.amazon.it/e/cm?lt1=_blank&bc1=000000&IS2=1&bg1=FFFFFF&fc1=000000&lc1=0000FF&t=ac20blo-21&o=29&p=8&l=as4&m=amazon&f=ifr&ref=ss_til&asins=B004Q81CKY” width=”121px” height=”241px” scrolling=”no” marginwidth=”0″ marginheight=”0″ frameborder=”0″] [iframe src=”http://rcm-it.amazon.it/e/cm?lt1=_blank&bc1=000000&IS2=1&bg1=FFFFFF&fc1=000000&lc1=0000FF&t=ac20blo-21&o=29&p=8&l=as4&m=amazon&f=ifr&ref=ss_til&asins=B007BBQPUA” width=”121px” height=”241px” scrolling=”no” marginwidth=”0″ marginheight=”0″ frameborder=”0″]

Installare Android Italiano su un Galaxy Ace Polacco

June 13th, 2012

Settimana scorsa approfittando di un sottocosto di Esselunga su un Galaxy Ace, ho deciso di “regalarlo” a mia moglie.
Una volta portato a casa noto che le scritte sulla scatola sono in polacco o altra lingua a me sconosciuta, ma non ci bado più di tanto: tanto android è multilingua ed è impostato l’italiano.

Iniziando a configurare il dispositivo noto alcune applicazioni “strane” (un canale di news in polacco, un distributore di contenuti multimediali) che non posso disinstallare;
provando con kies mi viene proposto l’aggiornamento alla 2.3.5 sempre in polacco.

Prendo la decisione di passare alla versione di android in italiano. Trovo su www.androidiani.com questo ottimo articolo
ma arrivato alla fine della procedura, kies non riconosce il telefono e non propone l’update.

Decido quindi di ripristinare al firmware originale reimpostanto il codice ad EXO (usando *#272*codiceIMEI# ) e a questo punto skies lo riconosce e installa gingerbread 2.3.5.

Colto dal sospetto che l’applicazione segnalata (sgs csc selector) non sia perfetta, riprovo tutta la procedura con odin ma non uso piu’ il programma incriminato per cambiare il csc ad ITV.

In un eccesso di zelo reinstallo anche tutti i driver dei telefoni a kies

Collego il telefono al pc e questa volta viene riconosciuto e mi installo gingerbread 2.3.6.

Potete trovare il Galaxy Ace (italiano) su amazon.

[iframe src=”http://rcm-it.amazon.it/e/cm?lt1=_blank&bc1=000000&IS2=1&bg1=FFFFFF&fc1=000000&lc1=0000FF&t=ac20blo-21&o=29&p=8&l=as4&m=amazon&f=ifr&ref=ss_til&asins=B005614JL4″ width=”120px” height=”241px” scrolling=”no” marginwidth=”0″ marginheight=”0″ frameborder=”0″]

Creare un template in Xcode 4

March 21st, 2012

In questo post vedremo come creare un semplice template Xcode per generare una classe Singleton.
Putroppo non c’e’ un documento ufficiale Apple che spieghi la sintassi di un template, ma si puo’ imparare molto guardando i template forniti con Xcode.

In Xcode 4.3 i template si trovano in

/Applications/Xcode.app/Contents/Developer/Platforms/iPhoneOS.platform/Developer/Library/Xcode/Templates/File Templates

mentre sul vecchio Xcode si trovano in

/Developer/Platforms/iPhoneOS.platform/Developer/Library/Xcode/Templates/File Templates.

Gli “User Templates” si trovano invece in

~/Library/Developer/Xcode/Templates/File Templates

noi creeremo i nostri file in questa directory.

Ogni template è costituito da un insieme di files racchiusi tutti nella stessa directory creata con estensione .xctemplate.

Creare quindi la cartella con “sudo mkdir mySingleton.xctemplate”; tutti i file verrano creati in questa cartella.

Tipicamente sono necessari 4 file per un template:

  • TemplateInfo.plist    TemplateInfo.plist definisce il nuovo template
  • TemplateIcon.icns    Icona  128px X 128px mostrata in xCode
  • ___FILEBASENAME___.h    Header del file da creare
  • ___FILEBASENAME___.m    Implementazione del file da creare

Il template viene definito nel file TemplateInfo.plist; che permette di specificare i file di output,  eventuali input dell’utente
e le variabili da usare durante la creazione dei file.

Ecco come puo’ essere definito il file .plist tipico

[sourcecode language=”xml”]
<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<!DOCTYPE plist PUBLIC "-//Apple//DTD PLIST 1.0//EN" "http://www.apple.com/DTDs/PropertyList-1.0.dtd">
<plist version="1.0">
<dict>
<key>AllowedTypes</key>
<array>
<string>public.objective-c-source</string>
<string>public.objective-c-plus-plus-source</string>
</array>
<key>DefaultCompletionName</key>
<string>Singleton</string>
<key>Description</key>
<string>Crea una classe singleton</string>
<key>Kind</key>
<string>Xcode.IDEKit.TextSubstitutionFileTemplateKind</string>
<key>MainTemplateFile</key>
<string>___FILEBASENAME___.m</string>
<key>Options</key>
<array>
<dict>
<key>Description</key>
<string>Nome della classe da creare</string>
<key>Identifier</key>
<string>productName</string>
<key>Name</key>
<string>Nome Classe</string>
<key>NotPersisted</key>
<true/>
<key>Required</key>
<true/>
<key>Type</key>
<string>text</string>
</dict>
</array>
<key>Platforms</key>
<array>
<string>com.apple.platform.iphoneos</string>
</array>
<key>SortOrder</key>
<string>1</string>
<key>Summary</key>
<string>Una classe singleton.</string>
</dict>
</plist>
[/sourcecode]

Nella parte <Options> viene definita l’interfaccia utente e le variabili  da richiedere in fase di creazione del nuovo file.

Mentre il file ___FILEBASENAME___.h del header è:

[sourcecode language=”objc”]
/
// ___FILENAME___
// ___PROJECTNAME___
//
// Creato da ___FULLUSERNAME___ il ___DATE___.
// Copyright (c) ___YEAR___ ___ORGANIZATIONNAME___. All rights reserved.
//

@interface ___FILEBASENAMEASIDENTIFIER___ : NSObject {
// qui puoi definire le variabili locali
}

+ (___FILEBASENAMEASIDENTIFIER___ *)shared___FILEBASENAMEASIDENTIFIER___;

// qui puoi definire metodi e proprietà

@end
[/sourcecode]

L’implementazione è invece cosi’ definita:

[sourcecode language=”objc”]
//
// ___FILENAME___
// ___PROJECTNAME___
//
// Creato da ___FULLUSERNAME___ il ___DATE___.
// Copyright (c) ___YEAR___ ___ORGANIZATIONNAME___. All rights reserved.
//

#import "___FILEBASENAME___.h"

@implementation ___FILEBASENAMEASIDENTIFIER___

static ___FILEBASENAMEASIDENTIFIER___ *sharedInstance = nil;

+ (___FILEBASENAMEASIDENTIFIER___ *)shared___FILEBASENAMEASIDENTIFIER___ {
if (sharedInstance == nil) {
sharedInstance = [[super allocWithZone:NULL] init];
}
return sharedInstance;
}

+ (id)allocWithZone:(NSZone *)zone {
return [[self shared___FILEBASENAMEASIDENTIFIER___] retain];
}

– (id)copyWithZone:(NSZone *)zone {
return self;
}

– (id)retain {
return self;
}

– (NSUInteger)retainCount {
return NSUIntegerMax; //denotes an object that cannot be released
}

– (oneway void)release {
//do nothing
}

– (id)autorelease {
return self;
}

@end
[/sourcecode]

Nei file qui presentati vengono utilizzati una serie di tag.  Eccone una preve descrizione

  • ___FILENAME___ il nome del file con estensioni
  • ___FILEBASENAMEASIDENTIFIER___ Il nome senza estensione in C-style
  • ___PROJECTNAME___ Il nome del progetto
  • ___PROJECTNAMEASIDENTIFIER___ Il nome del progetto in C-Style
  • ___USERNAME___ Username breve
  • ___FULLUSERNAME___ Nome utente completo
  • ___ORGANIZATIONNAME___ Nome dell’organizzazione definita in Xcode
  • ___DATE___ Data odierna
  • ___TIME___ Ora corrente
  • ___YEAR___ Anno in formato AAAA

A breve caricherò anche lo zip.

Foga da aggiornamento ?

March 8th, 2012

Come saprete ieri sera è stato presentato il nuovo iPad con retina display e tutta una serie di novità ad esso collegate (IOS 5.1, garageband, ibooks,iPhoto). Finito il keynote è finito, è iniziata la “gara ” per aggiornare il propri(o) dispositiv(o).

Scarica, installa, riavvia, forka etc….

Stamattina mentre camminavo lungo la s.s. padana (causa blocco metropolitana), ho cercato di riassumere e calcolare quanti update avessi fatto durante la serata per tutto il mio parco macchine Apple (iPhone 4g, iPad, iMac tenendo conto solo degli update di software Apple)

Dispositivi mobili (tutti gli aggiornamenti direttamente dal dispositivo)
– IOS 5.1 OTA iPhone 177Mb
– IOS 5.1 OTa iPad   183Mb
– Garageband per IOS  800Mb x2
– iBooks 42Mb x 2

Totale update IOS: 2044Mb

Mac
– update iTunes 81Mb
– iBooksAuthor 184Mb
– xCode 4.3.1 897Mb
– Simulatori IOS5.0 e 4.3 per xcode  e moduli per il debugging vecchi iOS (2243Mb) 
– update garageband 49Mb
– update iPhoto  256Mb

Totale OSX:3710Mb

In pratica per aggiornare tutto ho scaricato piu’ di 5,7Gb di dati dalla rete.

Bisogna precisare che non tutti hanno GarageBand per IOS o sviluppano con xCode, per cui un utente normale scaricherebbe solo 220 Mb per dispositivo e 500/600Mb per Mac. Fatto sta che il traffico dati su internet cresce vertiginosamente dopo un keynote.

Voi quanti Gb di aggiornamenti avete scaricato ieri ?

Unity 3D per iOS e Android gratis

March 7th, 2012

Unity3D è un ottimo strumento di sviluppo e motore per sviluppare applicazioni (leggi giochi) 3D in maniera “abbastanza” semplice, anche senza utilizzare il linguaggio di scripting  (MonoDevelop) si riesce a fare qualcosa di carino.

La versione Mac/PC era già gratuita da tempo, mentre il plugin per rilasciare l’applicazione per IOS era a pagamento.

Fino al 8 aprile la versione base di Unity 3.5 inclusi i pacchetti per sviluppare applicazioni per IOS e Android sono gratuiti, rimane a pagamento il plugin per lo sviluppo in team e anche la versione Pro.

Il download è di circa 980Mb mentre l’installazione richiede 2,76 Gb.


[iframe src=”http://rcm-it.amazon.it/e/cm?lt1=_blank&bc1=000000&IS2=1&bg1=FFFFFF&fc1=000000&lc1=0000FF&t=ac20blo-21&o=29&p=8&l=as4&m=amazon&f=ifr&ref=ss_til&asins=1430234229″ width=”121px” height=”240px;” scrolling=”no” marginwidth=”0″ marginheight=”0″ frameborder=”0″] [iframe src=”http://rcm-it.amazon.it/e/cm?lt1=_blank&bc1=000000&IS2=1&bg1=FFFFFF&fc1=000000&lc1=0000FF&t=ac20blo-21&o=29&p=8&l=as4&m=amazon&f=ifr&ref=ss_til&asins=1849690545″ width=”121px” height=”240px;” scrolling=”no” marginwidth=”0″ marginheight=”0″ frameborder=”0″]
 

Adattatore powerline economico

January 18th, 2012

Il TP-link TL-PA211 kit è un adattatore powerline, che permette di collegare alla propria rete casalinga i dispositivi non dotati di wifi e senza la necessità di tirare cavi di rete.  I dispositivi sfruttano i cavi della rete elettrica per estendere la rete ethernet e non necessitano di particolari conoscenze informatiche per utilizzarli, basta collegare i dispositivi alle prese elettriche e collegare i cavi di rete. Niente di piu’ semplice.

Aprendo la scatola troverete due moduli powerline, 2 cavi ethernet (forse un po’ troppo corti) e un cd.

Il software di gestione permette di aggiornare il firmware,  di creare reti private tra coppie di dispositivi all’interno della stessa rete elettricat e di monitorare la qualità del segnale.
Per avere una maggior velocità di trasferimento il manuale utente consiglia di non collegare i plug su ciabatte e prese multiple, se proprio non è disponibile una presa da dedicare al TL-PA211, il mio consiglio è di attaccarla il più vicino possibile alla presa di corrente (evitate di inserirlo in una catena ciabatta, prolunga e tripla :-) )

Io lo uso per streaming video sul mio setTopBox e devo dire che  (adsl permettendo) sono molto soddisfatto dell’acquisto soprattutto tenendo conto del loro prezzo (poco più di 33 euro)  su amazon.it.

Pro

  • Facilità di utilizzo
  • Criptazione a 128 bit
  • Ottimo rapporto qualità/prezzo

Contro

  • La mancanza della presa passante obbliga comunque a connettere il dispositivo su una ciabbatta.

Riferimenti

TP-LINK TL-PA211KIT Mini Powerline Ethernet Adapter Starter Kit 200Mbps (2 pezzi) a 33,15 euro su amazon Italia

Sito TP-Link

[iframe src=”http://rcm-it.amazon.it/e/cm?lt1=_blank&bc1=000000&IS2=1&bg1=FFFFFF&fc1=000000&lc1=0000FF&t=ac20blo-21&o=29&p=8&l=as4&m=amazon&f=ifr&ref=ss_til&asins=B004D0ZRRE” width=”121px” height=”240px” scrolling=”no” marginwidth=”0″ marginheight=”0″ frameborder=”0″] [iframe src=”http://rcm-it.amazon.it/e/cm?lt1=_blank&bc1=000000&IS2=1&bg1=FFFFFF&fc1=000000&lc1=0000FF&t=ac20blo-21&o=29&p=8&l=as4&m=amazon&f=ifr&ref=ss_til&asins=B00840W5S8″ width=”121px” height=”240px” scrolling=”no” marginwidth=”0″ marginheight=”0″ frameborder=”0″]