Archive for the ‘varie’ Category

Stampante 3D

Wednesday, April 9th, 2014

Ecco. Fatto. Ho ordinato i primi pezzi per costruire una stampante 3D.
All’inizio mi ero orientato sul kit completo della makibox LT A6 , ottimo pe ril prezzo (200 USD) un po’ meno per quel che riguarda i tempi di consegna.
Dopo essermi documentato ho optato per la 3DR di RichRap, una stampante RepRap delta di dimensioni ridotte. Ho ordinato i pezzi per la struttura, mi faro’ stampare le plastiche da mio cognato appena avrà messo in opera la sua Cartesio3D.

Le scelta è ricaduta su un modello delta per le ridotte dimensioni della base e per il fatto di non avere cavi cavetti e altro in giro, con 2 bambini in casa non è consigliabile !

Il pezzo più difficile da reperire, potrebbe essere la barra quadrata della Bosch-Rexroth.

Qui la lista della spesa

Anker : carica batterie a 5 porte USB

Tuesday, January 21st, 2014

Vi capita mai  di dover ricaricare  vari dispositivi USB (tablet e telefoni vari)  e non avere abbastanza prese elettriche disponibili ?

Girando su Amazon ho trovato questo carica batterie. Ordinato e arrivato in un giorno lavorativo.

20140121-144936.jpg

Le dimensioni sono contenute (9,1×6,6×2,5cm), all’interno della confezione è presente un cavo sufficientemente lungo per collegare il dispositivo alla rete elettrica. Il charger è capace di erogare 5A totali di corrente suddiviso su diverse porte.

20140121-144945.jpg

Ogni porta ha una diversa etichetta e un diverso amperaggio (2.1, 1.3, 2.1, 1, 1) con porte dedicate all’ipad (ma anche nexus 7) e 2 porte per smartphone (iphone e android). Avendo il limite di 5A si potranno caricare 2 tablet e un telefono insieme, oppure 5 telefoni.

Ho fatto una prova notturna: ho caricato contemporaneamente con successo un iphone, un galaxy ace, un nexus 7 e un ipad di prima generazione.

L’unico appunto al dispositivo: un groviglio di cavi in uscita.

iFixit pro tech toolkit

Saturday, January 4th, 2014

Finalmente Babbo Natale travestito da operatore della DHL, mi ha portato il mio regalo di Natale: il Pro tech Toolkit di iFixit.

Stufo di avere decine di cacciaviti di vario tipo (e qualità medio bassa) e forte del fatto che iFixit ha aperto lo store europeo,  ho deciso di farmi regalare questo bel kit.

Ci sono ben 54 punte per cacciavite (torx, torx secure, pentalobe etc):

20140104-190922.jpg 20140104-190930.jpg

Ottime le pinzette e anche il taglierino…

20140104-190945.jpg20140104-190953.jpg

Per testarle ho smontato un Asus G1X.

Test passato con successo. Il cacciavite è ben bilanciato e comodo da tenere in mano. Le due fascette di gomma permettono di dare il giusto momento torcente alla vite.

SSD su iMac 24 mid 2007

Sunday, May 26th, 2013

Se cercate una guida passo a passo su come smontare un iMac allora vi consiglio di controllare le guide di iFixit, se volete invece dei consigli (spero utili) continuate a leggere :-) .

Il vostro peggior nemico sarà la polvere, capelli per chi li perde, forfora per chi ce l’ha, la cosa migliore è avere a disposizione una bomboletta di aria compressa che servirà nella fase di rimontaggio del vetro.

Il vetro va maneggiato con cura, meglio se lo maneggiate dai lati senza lasciare impronte sullo schermo, eventualmente si potranno togliere con un panno in microfibra leggermente umido (in apple usano un rullo al silicone); una volta rimosso riporre il vetro in un involucro antistatico, io ho usato il coprischermo della confezione originale.

Fate attenzione alla piattina che connette lo schermo LCD alla scheda di alimentazione; va spinto verso il dorso del iMac, è un operazione un po’ “tricky”.

Una volta rimosso il disco spostate le viti sull’adattatore 2,5/3,5 che conterrà il disco a stato solido.

Una nota: il cavo SATA arriva appena al disco, bisogna muoversi con delicatezza e non tirare troppo i cavi.

Durante la fase di montaggio, probabilmente insulterete gli ingegneri apple per il connettore di alimentazione dello schermo; in questa fase è molto gradito l’aiuto di una seconda persona che possa tenere l’LCD mentre litigate con il connettore.

Dopo aver riavvitato le viti del pannello LCD spruzzate l’aria compressa sullo schermo e sul vetro e siate pignoli 😀

imac 24 mid 2007

Questa è la mia lista della spesa:

NEON interna da 2,5 pollici SSD/HDD kit di montaggio (supporta dischi da 2 x 2,5 pollici a baia da 3,5 pollici)

Samsung MZ-7PD256BW, SSD 840 PRO Stand Alone 256 GB

Nuovo video time lapse

Sunday, March 3rd, 2013

Ecco un nuovo video dove rimonto un iBook Clamshell G3 Blueberry

[youtube video=’U4ovg-6vkOE’]

Raspberry Pi primi test

Thursday, October 11th, 2012

Finalmente dopo una lunga attesa è arrivato a casa il mio Raspberry Pi. Il mini pc è arrivato in una busta marchiata RS con il suo alimentatore, all’interno di una scatolina che a mio avviso potrebbe diventare un ottimo case con poche modifiche.

Ho scaricato e installato la distribuzione raspbian dal sito su una SDHC da 16 GB Trascend seguendo le istruzione trovate su eLinux.org.

Al primo boot si accede ad un menu testuale che permettere di settare la localizzazione, la modalità di boot all’avvio ed eseguire un update (consigliato). L’operazione di espansione della partizione è necessaria se si vuole utilizzare tutto lo spazio a disposizione del disco SD, ma è alquanto lenta, quindi abbiate pazienza…. (i piu’ esperti possono invece installare e usare parted).

Usciti dal menu di configurazione (richiamabile da command line con il comando raspi-config) ci si ritrova al prompt, se si vuole lanciare l’ambiente X basta digitare startx.

Per lavorare seduto comodamente in poltrona ho preso una tastiera wireless della Logitech K400, al primo boot non è stata riconosciuta e ho dovuto usare una normale tastiera USB. Nei riavvii successivi, invece, la tastiera è stata riconosciuta con successo.

WIP: Adesso sto installando una LAMP e calibre.


[iframe src=”http://rcm-it.amazon.it/e/cm?lt1=_blank&bc1=000000&IS2=1&bg1=FFFFFF&fc1=000000&lc1=0000FF&t=ac20blo-21&o=29&p=8&l=as4&m=amazon&f=ifr&ref=ss_til&asins=B00B0MXKWW” width=”121px” height=”241px” scrolling=”no” marginwidth=”0″ marginheight=”0″ frameborder=”0″] [iframe src=”http://rcm-it.amazon.it/e/cm?lt1=_blank&bc1=000000&IS2=1&bg1=FFFFFF&fc1=000000&lc1=0000FF&t=ac20blo-21&o=29&p=8&l=as4&m=amazon&f=ifr&ref=ss_til&asins=B00B0TUEW4″ width=”121px” height=”241px” scrolling=”no” marginwidth=”0″ marginheight=”0″ frameborder=”0″] [iframe src=”http://rcm-it.amazon.it/e/cm?lt1=_blank&bc1=000000&IS2=1&bg1=FFFFFF&fc1=000000&lc1=0000FF&t=ac20blo-21&o=29&p=8&l=as4&m=amazon&f=ifr&ref=ss_til&asins=B005S5NN92″ width=”121px” height=”241px” scrolling=”no” marginwidth=”0″ marginheight=”0″ frameborder=”0″]

Preso SSD

Wednesday, June 13th, 2012

Preso. Ho ordinato l’agility di OCZ SSD da 60 Gb per il macbook 2,1: a solo 63 euro era una bella tentazione. Vediamo di ridare una nuova vita al biancone !!!!
Preparata la chiavetta USB per installare Lion e domani sera se mi consegnano il pacchetto si procede.

Edit (14/06)
Come volevasi dimostrare, niente SSD. Per qualche strano motivo che solo SDA conosce, il mio pacchetto è finito a Ferrara, quando si trovava già a 2 passi da Milano. Mah.

Update – 15/06
Il disco è arrivato, sostituito in poco meno di dieci minuti. Purtroppo la chiavetta di avvio che avevo preparato non funzionava, per cui ho dovuto prima installare Snow leopard. :-(

I tempi di avvio sono eccezionali!!!!

Preso dalla foga e dai prezzi ho ordinato anche un Vertex 3 da 120Gb, che puo’ vantare un migliore Garbage collector.

Una buona offerta è anche il Samsung qui sotto, facendo attenzione che è solo SATA2


[iframe src=”http://rcm-it.amazon.it/e/cm?lt1=_blank&bc1=000000&IS2=1&bg1=FFFFFF&fc1=000000&lc1=0000FF&t=ac20blo-21&o=29&p=8&l=as4&m=amazon&f=ifr&ref=ss_til&asins=B004Z0S6RU” width=”121px” height=”241px” scrolling=”no” marginwidth=”0″ marginheight=”0″ frameborder=”0″ ] [iframe src=”http://rcm-it.amazon.it/e/cm?lt1=_blank&bc1=000000&IS2=1&bg1=FFFFFF&fc1=000000&lc1=0000FF&t=ac20blo-21&o=29&p=8&l=as4&m=amazon&f=ifr&ref=ss_til&asins=B004Q81CKY” width=”121px” height=”241px” scrolling=”no” marginwidth=”0″ marginheight=”0″ frameborder=”0″] [iframe src=”http://rcm-it.amazon.it/e/cm?lt1=_blank&bc1=000000&IS2=1&bg1=FFFFFF&fc1=000000&lc1=0000FF&t=ac20blo-21&o=29&p=8&l=as4&m=amazon&f=ifr&ref=ss_til&asins=B007BBQPUA” width=”121px” height=”241px” scrolling=”no” marginwidth=”0″ marginheight=”0″ frameborder=”0″]

Installare Android Italiano su un Galaxy Ace Polacco

Wednesday, June 13th, 2012

Settimana scorsa approfittando di un sottocosto di Esselunga su un Galaxy Ace, ho deciso di “regalarlo” a mia moglie.
Una volta portato a casa noto che le scritte sulla scatola sono in polacco o altra lingua a me sconosciuta, ma non ci bado più di tanto: tanto android è multilingua ed è impostato l’italiano.

Iniziando a configurare il dispositivo noto alcune applicazioni “strane” (un canale di news in polacco, un distributore di contenuti multimediali) che non posso disinstallare;
provando con kies mi viene proposto l’aggiornamento alla 2.3.5 sempre in polacco.

Prendo la decisione di passare alla versione di android in italiano. Trovo su www.androidiani.com questo ottimo articolo
ma arrivato alla fine della procedura, kies non riconosce il telefono e non propone l’update.

Decido quindi di ripristinare al firmware originale reimpostanto il codice ad EXO (usando *#272*codiceIMEI# ) e a questo punto skies lo riconosce e installa gingerbread 2.3.5.

Colto dal sospetto che l’applicazione segnalata (sgs csc selector) non sia perfetta, riprovo tutta la procedura con odin ma non uso piu’ il programma incriminato per cambiare il csc ad ITV.

In un eccesso di zelo reinstallo anche tutti i driver dei telefoni a kies

Collego il telefono al pc e questa volta viene riconosciuto e mi installo gingerbread 2.3.6.

Potete trovare il Galaxy Ace (italiano) su amazon.

[iframe src=”http://rcm-it.amazon.it/e/cm?lt1=_blank&bc1=000000&IS2=1&bg1=FFFFFF&fc1=000000&lc1=0000FF&t=ac20blo-21&o=29&p=8&l=as4&m=amazon&f=ifr&ref=ss_til&asins=B005614JL4″ width=”120px” height=”241px” scrolling=”no” marginwidth=”0″ marginheight=”0″ frameborder=”0″]

Creare un template in Xcode 4

Wednesday, March 21st, 2012

In questo post vedremo come creare un semplice template Xcode per generare una classe Singleton.
Putroppo non c’e’ un documento ufficiale Apple che spieghi la sintassi di un template, ma si puo’ imparare molto guardando i template forniti con Xcode.

In Xcode 4.3 i template si trovano in

/Applications/Xcode.app/Contents/Developer/Platforms/iPhoneOS.platform/Developer/Library/Xcode/Templates/File Templates

mentre sul vecchio Xcode si trovano in

/Developer/Platforms/iPhoneOS.platform/Developer/Library/Xcode/Templates/File Templates.

Gli “User Templates” si trovano invece in

~/Library/Developer/Xcode/Templates/File Templates

noi creeremo i nostri file in questa directory.

Ogni template è costituito da un insieme di files racchiusi tutti nella stessa directory creata con estensione .xctemplate.

Creare quindi la cartella con “sudo mkdir mySingleton.xctemplate”; tutti i file verrano creati in questa cartella.

Tipicamente sono necessari 4 file per un template:

  • TemplateInfo.plist    TemplateInfo.plist definisce il nuovo template
  • TemplateIcon.icns    Icona  128px X 128px mostrata in xCode
  • ___FILEBASENAME___.h    Header del file da creare
  • ___FILEBASENAME___.m    Implementazione del file da creare

Il template viene definito nel file TemplateInfo.plist; che permette di specificare i file di output,  eventuali input dell’utente
e le variabili da usare durante la creazione dei file.

Ecco come puo’ essere definito il file .plist tipico

[sourcecode language=”xml”]
<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<!DOCTYPE plist PUBLIC "-//Apple//DTD PLIST 1.0//EN" "http://www.apple.com/DTDs/PropertyList-1.0.dtd">
<plist version="1.0">
<dict>
<key>AllowedTypes</key>
<array>
<string>public.objective-c-source</string>
<string>public.objective-c-plus-plus-source</string>
</array>
<key>DefaultCompletionName</key>
<string>Singleton</string>
<key>Description</key>
<string>Crea una classe singleton</string>
<key>Kind</key>
<string>Xcode.IDEKit.TextSubstitutionFileTemplateKind</string>
<key>MainTemplateFile</key>
<string>___FILEBASENAME___.m</string>
<key>Options</key>
<array>
<dict>
<key>Description</key>
<string>Nome della classe da creare</string>
<key>Identifier</key>
<string>productName</string>
<key>Name</key>
<string>Nome Classe</string>
<key>NotPersisted</key>
<true/>
<key>Required</key>
<true/>
<key>Type</key>
<string>text</string>
</dict>
</array>
<key>Platforms</key>
<array>
<string>com.apple.platform.iphoneos</string>
</array>
<key>SortOrder</key>
<string>1</string>
<key>Summary</key>
<string>Una classe singleton.</string>
</dict>
</plist>
[/sourcecode]

Nella parte <Options> viene definita l’interfaccia utente e le variabili  da richiedere in fase di creazione del nuovo file.

Mentre il file ___FILEBASENAME___.h del header è:

[sourcecode language=”objc”]
/
// ___FILENAME___
// ___PROJECTNAME___
//
// Creato da ___FULLUSERNAME___ il ___DATE___.
// Copyright (c) ___YEAR___ ___ORGANIZATIONNAME___. All rights reserved.
//

@interface ___FILEBASENAMEASIDENTIFIER___ : NSObject {
// qui puoi definire le variabili locali
}

+ (___FILEBASENAMEASIDENTIFIER___ *)shared___FILEBASENAMEASIDENTIFIER___;

// qui puoi definire metodi e proprietà

@end
[/sourcecode]

L’implementazione è invece cosi’ definita:

[sourcecode language=”objc”]
//
// ___FILENAME___
// ___PROJECTNAME___
//
// Creato da ___FULLUSERNAME___ il ___DATE___.
// Copyright (c) ___YEAR___ ___ORGANIZATIONNAME___. All rights reserved.
//

#import "___FILEBASENAME___.h"

@implementation ___FILEBASENAMEASIDENTIFIER___

static ___FILEBASENAMEASIDENTIFIER___ *sharedInstance = nil;

+ (___FILEBASENAMEASIDENTIFIER___ *)shared___FILEBASENAMEASIDENTIFIER___ {
if (sharedInstance == nil) {
sharedInstance = [[super allocWithZone:NULL] init];
}
return sharedInstance;
}

+ (id)allocWithZone:(NSZone *)zone {
return [[self shared___FILEBASENAMEASIDENTIFIER___] retain];
}

– (id)copyWithZone:(NSZone *)zone {
return self;
}

– (id)retain {
return self;
}

– (NSUInteger)retainCount {
return NSUIntegerMax; //denotes an object that cannot be released
}

– (oneway void)release {
//do nothing
}

– (id)autorelease {
return self;
}

@end
[/sourcecode]

Nei file qui presentati vengono utilizzati una serie di tag.  Eccone una preve descrizione

  • ___FILENAME___ il nome del file con estensioni
  • ___FILEBASENAMEASIDENTIFIER___ Il nome senza estensione in C-style
  • ___PROJECTNAME___ Il nome del progetto
  • ___PROJECTNAMEASIDENTIFIER___ Il nome del progetto in C-Style
  • ___USERNAME___ Username breve
  • ___FULLUSERNAME___ Nome utente completo
  • ___ORGANIZATIONNAME___ Nome dell’organizzazione definita in Xcode
  • ___DATE___ Data odierna
  • ___TIME___ Ora corrente
  • ___YEAR___ Anno in formato AAAA

A breve caricherò anche lo zip.

Unity 3D per iOS e Android gratis

Wednesday, March 7th, 2012

Unity3D è un ottimo strumento di sviluppo e motore per sviluppare applicazioni (leggi giochi) 3D in maniera “abbastanza” semplice, anche senza utilizzare il linguaggio di scripting  (MonoDevelop) si riesce a fare qualcosa di carino.

La versione Mac/PC era già gratuita da tempo, mentre il plugin per rilasciare l’applicazione per IOS era a pagamento.

Fino al 8 aprile la versione base di Unity 3.5 inclusi i pacchetti per sviluppare applicazioni per IOS e Android sono gratuiti, rimane a pagamento il plugin per lo sviluppo in team e anche la versione Pro.

Il download è di circa 980Mb mentre l’installazione richiede 2,76 Gb.


[iframe src=”http://rcm-it.amazon.it/e/cm?lt1=_blank&bc1=000000&IS2=1&bg1=FFFFFF&fc1=000000&lc1=0000FF&t=ac20blo-21&o=29&p=8&l=as4&m=amazon&f=ifr&ref=ss_til&asins=1430234229″ width=”121px” height=”240px;” scrolling=”no” marginwidth=”0″ marginheight=”0″ frameborder=”0″] [iframe src=”http://rcm-it.amazon.it/e/cm?lt1=_blank&bc1=000000&IS2=1&bg1=FFFFFF&fc1=000000&lc1=0000FF&t=ac20blo-21&o=29&p=8&l=as4&m=amazon&f=ifr&ref=ss_til&asins=1849690545″ width=”121px” height=”240px;” scrolling=”no” marginwidth=”0″ marginheight=”0″ frameborder=”0″]